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9) LA LEGGEREZZA STRUTTURALE TRA NATURA E RAGIONE. Il Gotico e Gaudì, Calatrava, Toyo Ito. a cura di Anna D’Oca PROFILO BIOGRAFICO Nato a Benimamet (Valencia) nel 1951. Si è laureato in architettura nel 1974 a Valencia, ove ha conseguito anche un diploma post-laurea in urbanistica. Trasferitosi a Zurigo, ha studiato ingegneria presso l’Eth, laureandosi nel 1979; vi si è specializzato nel 1981. Sempre nel 1981 ha aperto il proprio studio professionale a Zurigo (oggi ha sedi anche a Parigi e a Valencia). Da allora nell’arco di una quindicina d’anni l’architetto-ingegnere si è impegnato in quasi duecento tra studi, idee di massima, concorsi e progetti di varia dimensione (dagli interni alle grandi infrastrutture) e in oltre trenta realizzazioni maggiori tra ponti, stazioni, aeroporti, complessi espositivi e sistemazioni urbane. Santiago Calatrava Antoni Gaudì Cattedrale di Notre Dame di Parigi, volte. PROFILO BIOGRAFICO Nacque nel 1852 a Reus (Barcellona). Studiò a Reus e a Barcellona, studiando l’opera di Viollet-le-Duc. Nel 1883 inizia la sua prima costruzione, la casa Vincens a Barcellona, in cui già si notano il suo amore per le architetture gotiche per la decorazione, ancor più evidenti nelle successive costruzioni: la Finca Güell, la chiesa della Sagrada Familia e il Palau Güell a Barcellona. Tra il 1898 -1900 costruisce a Barcellona la Casa Calvet per la quale l’amministrazione della città conferisce all’architetto il primo premio per il miglior edificio dell’anno. Nel 1900 inizia il villaggiogiardino, per incarico del Conte Güell sulla Montaña Pelada, oggi Park Güell, lasciato incompiuto nel 1914 mentre nel 1904 inizia la ristrutturazione della Casa Battlò, edificio per appartamenti, conclusa nel 1906. Tra il 1905 e il 1910 costruisce la Casa Milà, detta La Pedrera. A partire dal 1914 rifiuta di seguire qualunque progetto in corso per dedicarsi completamente al cantiere della Sagrada Familia. Nel 1926 Gaudì viene travolto da un tram e muore il 10 giugno, in un ospedale di Barcellona.
IL GOTICO IN GAUDI’, CALATRAVA E TOYO ITO a cura di Anna D’Oca PROFILO BIOGRAFICO Nato in Giappone nel 1941, Ito si è laureato all'Università di Tokyo nel 1965. Tra il 1965 e il 1969 lavora presso Kiyonori Kikutake Architetto e Associati. Nel 1971 apre il proprio studio professionale, denominato Urban Robot (URBOT) a Tokyo, nome che cambierà nel 1979 in Toyo Ito & Associati. È Membro onorario dell'American Institute of Architects, membro dell’Istituto giapponese di architettura e Professore onorario presso l'University of North London. Cattedrale di Gloucester, volte a ventaglio. Toyo Ito
Cripta della Colònia Güell Cattedrale di St John the Divine, New York Bce Place Gallery & Heritage Square, Toronto Sagrada Familia, Barcellona Casa Milà, Barcellona Sagrada Familia, cantiere, Barcellona Museo della scienza e planetarium, Valencia
La Torre dei venti, House in Nakano, "White U", Tokyo il Museo di Yatsushiro (1991) TOD'S Omotesando Building Egg of Winds Mediateca di Sendai (1995 -2001), "O Dome" a Odate (1997). Parigi, Sainte Chapelle
1883 -1885 1883 -1887 1883 -1888 1886 -1890 1889. 1890 1898 -1900 1898 -1915 1900 -1905 1900 -1914 1903 -1914 1904 -1906 -1910 1909 1883 -1926 El Capricho, Comillas (Santander) Finca Güell, Avenidas de Pedralbes 7, Barcellona. Casa Vicens, Calle de Las Carolinas 18 -24, Barcellona Palacio Güell, Calle Nou de la Rambla 3 -5, Barcellona. Colegio de las Teresinas, Calle Granduxer 85, Barcellona Casa Calvet, Calle Caspe 48, Barcellona. Cripta de la Colonia Güell, Santa Coloma de Cervellò, Barcellona. Villa Bellesguard, Calle de Bellesguard 16, Barcellona. Park Güell, Calle Olot, Barcellona. Catedral de Mallorca, Isola de Maiorca. Casa Battlò, Paseo de Gràcia 43, Barcellona Casa Milà, Paseo de Gràcia 92, Barcellona Escuelas de la Sagrada Familia, Barcellona. Sagrada Familia, Plaza de la Sagrada Familia, Barcellona OPERE PRINCIPALI DI GAUDI’ Cattedrale di St John the Divine, New York Cattedrale di Amiens, schizzo 1983 -85 1983 -90 1983 -89 1984 -85 1984 -87 1987 -92 1987 1989 1990 1991 1992 1995 Deposito delle officine Jaken, Svizzera Stazione ferroviaria Stadelhofen di Zurigo, Svizzera Nuovo atrio della stazione ferroviaria di Lucerna, Svizzera Uffici Henz Ag & Dobi Inter Ag, Svizzera Ponte Felipe II-Bach de Roda Bce Place Gallery & Heritage Square, Toronto, Canada Ponte Alamillo e viadotto La Caruja, Siviglia, Spagna Ponte Pedonale sull’Arno, Firenze Copertura del monastero Muri, Canton d’Argovia, Svizzera Galleria Spitafields, Londra Stadio di Calcio, Reggio Calabria Museo della scienza e planetarium, Valencia, Spagna Cattedrale di St. John the Divine, New York, USA Stazione ferroviaria di Spandau, Berlino Ristrutturazione e ampliamento del Reichstag, Berlino Stadio di Calcio, Marsiglia, Francia Stadio di Calcio, Bilbao, Spagna OPERE PRINCIPALI DI CALATRAVA Sagrada Familia, Plaza de la Sagrada Familia, Barcellona Coro Beauvais
OPERE PRINCIPALI DI TOYO ITO 1971 - Casa in alluminio, Kanagawa 1976 - Casa a Nakano, "U bianca", Tokyo 1984 - Capanna Bianca, casa dell’architetto, Tokyo 1986 - Torre dei venti a Yokohama, Kanagawa 1989 - Locanda del birrificio Sapporo, Hokkaido 1991 - Museo municipale di Yatsushiro, Kumamoto 1993 - Museo municipale di Shimosuwa, Nagano 1994 - Casa per anziani a Yatsushiro, Kumamoto 1995 - Stazione dei pompieri di Yatsushiro, Kumamoto 1996 - Teatro lirico di Nagaoka, Niigata 1997 - Centro delle attività della comunità e di cura diurna per gli anziani a Yokohama, Kanagawa 1997 - Cupola O a Odate, Akita 1998 - Municipio di Notsuharu, Oita 1999 - T Hall a Taisha, Shimane 2000 - Parco agricolo a Oita - Padiglione del futuro salubre all’Expo 2000, Hannover 2001 - Progetto per la mediateca di Sendai, Miyagi
DESCRIZIONE DELL’OPERA Il monumentale edificiode la Sagrada Familia è l’opera più rappresentativa del suo genio, tanto da convertirsi negli anni in uno dei simboli più famosi di Barcellona. Il tempio votivo della Sagrada Familia porta questo nome perché dedicato a Gesù Cristo e ai suoi genitori terreni, che insieme compongono il modello ideale della famiglia cristiana. Il cantiere della chiesa aprì nel 1883, sul sito di un progetto neogotico precedente e, attenendosi in linea generale al progetto planimetrico del suo predecessore, Gaudì accentua invece con forza la verticalità della costruzione popolandola di alte torri. L’artista catalano dedicò alla costruzione, che doveva incarnare la sintesi del suo pensiero architettonico, tutta l’ultima parte della vita. Si propone di attuare una sintesi spaziale e figurativa del suo immaginario simbolico riempiendo le membrature architettoniche di emblemi, figure di santi, personaggi biblici, flora e fauna catalana. Dopo la morte di Gaudí, nel 1926, i lavori continuarono. Nel 1936, le note e gli appunti originari di Gaudí andarono perduti nel corso di un bombardamento. La costruzione dell’opera riprese nel 1952. Il progetto originario prevedeva tre facciate dedicate alla nascita, crocifissione e risurrezione di Gesù, e 18 torri destinate a rappresentare, oltre alla figura del Cristo, i dodici Apostoli, i quattro Evangelisti, e la Vergine Maria. L’unica facciata ultimata personalmente da Gaudí è quella della Natività, sul lato est mentre quella della Passione ad ovest, con le sue quattro torri, venne portata a termine tra il 1954 e il 1976. I principi della D’APPROCCIO BIBLIOGRAFIA logica costruttiva e della statica dell’edificio sono due: la curva. CRIPPA, Gaudì, 1852 -1926 verticali, che all'architettura, Milano, degli spazi M. A. parabolica delle sezioni : dalla natura consente lo slancio 2004. interni verso l’alto, e. Quattro chiese in Europa, articoloinclinatoe domani, n. 1/2, 1999. R. GIANNANTONIO, la conformazione del pilastro, su Oggi perché disposto lungo. FANTONE, Il mondo organicoedi Gaudí: architetto costruttore, Milano, 1999. scomposto in più ramificazioni, che C. R. tale curva parabolica sorreggono le volte della chiesa.
DESCRIZIONE DELL’OPERA L’OMBRA DI GAUDI’, RICHIAMI DELLA SAGRADA FAMILIA La costruzione della più grande cattedrale neogotica americana inizia nel 1892 come basilica romanico-bizantina con il progetto di Heins e La Farge ai quali subentra nel 1911 l’architetto neogoticizzante Ralph Adams Cram. Nell’aprile del 1991 il concorso il completamento, per il transetto sud e parte di quello nord. Il concorso per il transetto “ambientale”, al cui interno è previsto un biorifugio, viene vinto da Calatrava che cerca di far rivivere l’impulso gotico e trasmettere la sua energia, utilizzando fino in fondo materiali e idee, ricorrendo a un antico simbolo sacro, l’albero della vita. Di questo archetipo si serve per definire gli elementi di base della composizione: radici-cripta, tronco-supporti verticali, rami-volte, foglie-copertura. Il transetto viene definito da un sistema di membrature organiche in acciaio, granito e pietra, introduce al biorifugio, una serra posta sotto la copertura in acciaio e vetro. BIBLIOGRAFIA D’APPROCCIO S. POLANO, Santiago Calatrava: Opera Completa, Milano, 1996. P. NICOLIN, a cura di, Santiago Calatrava, il folle volo, Quaderni di Lotus 7, Electa (1987). “El Croquis”, n. 38 (1989). “El Croquis”, n. 57 (1992). M. ZARDINI, F. MOTTA, (a cura di), Santiago Calatrava. Libro Segreto, Milano, 1995.
DESCRIZIONE DELL’OPERA La costruzione assomiglia ad un gigantesco acquario. Le pareti vetrate filtrano la luce all'interno, che pare invaso da un liquido variamente illuminato dai riflessi che le vetrate, insistentemente elaborate ed eloquentemente sospese e libere, lasciano filtrare all'interno. Qui l'imponente apparato strutturale subisce una metamorfosi inquietante, poiché le colonne composite in tralicci d'acciaio sono piegate lungo l'asse verticale e acquistano una non del tutto inattesa valenza naturalistica. A dispetto della loro conformazione i pilastri interni, se così è lecito dire, creano dei vuoti che tagliano tutto l'edificio e nel liquido luminoso che attraversano mimano la presenza di alghe marine, completando così l'immagine che di sé la costruzione intende comunicare. BIBLIOGRAFIA D’APPROCCIO M. FUKSAS, Leggero come un origami. L'Espresso, 11 gennaio 2001. T. ITO, Image of architecture in electronic age, in AA. VV. The virtual architecture. Tokyo University Digital Museum, 1997. A. MAFFEI, (a cura di). Toyo Ito. Le opere i progetti gli scritti. Milano, 2001. M. UNALI, Creatività digitale. Disegni di progetto nell'era della dematerializzazione, in C. MEZZETTI, (a cura di). La rappresentazione dell'architettura. Storia, metodi, immagini, Roma, pp. 201 -222.


